Il colesterolo nell’albero genealogico
Valori elevati di colesterolo sono in parte dovuti al nostro stile di vita. Dall’altra parte, è sempre più evidente che i geni hanno un’influenza importante. Particolarmente colpite da valori sfavorevoli dei lipidi nel sangue sono le persone che hanno ereditato un’ipercolesterolemia familiare o un’elevata concentrazione di lipoproteina(a).
Colesterolo. Questa parola suscita apprensione. Su internet e nel mercato editoriale circolano continuamente storie che portano nel titolo le parole «bugie» o «favole». Eppure, dopo 100 anni di ricerca sul tema, una cosa è certa: il colesterolo di per sé non è nocivo. È una sostanza grassa necessaria per moltissimi processi nel corpo, ad esempio per la formazione delle pareti cellulari, degli ormoni, delle vitamine e degli acidi biliari. La maggior parte del colesterolo è prodotta dal fegato. Nel sangue viene trasportato verso le cellule e di ritorno da esse attraverso una sorta di contenitore. Nel tragitto verso la cellula è confezionato come colesterolo LDL. Dalla cellula al fegato, quindi per essere degradato, come colesterolo HDL. Questo è il ciclo vitale. «Invece, ciò che è chiaramente nocivo è un eccesso di colesterolo LDL nel sangue. È responsabile dello sviluppo dell’aterosclerosi e quindi dell’infarto cardiaco», spiega la prof.ssa Isabella Sudano, esperta di lipidi all’ospedale universitario di Zurigo e presidente del Gruppo di lavoro Lipidi e Aterosclerosi (AGLA). Il colesterolo LDL in eccesso nel sangue inizia a depositarsi nelle pareti delle arterie e innesca un processo infiammatorio che porta alla formazione di cuscinetti di grasso, le cosiddette placche.
Il ruolo concausale di età e genetica
Altri fattori di rischio come ipertensione arteriosa, diabete, consumo di tabacco e nicotina possono favorire questo processo. Le placche sono pericolose: restringono il vaso e, se si rompono, possono provocare un infarto cardiaco, un ictus cerebrale o un’occlusione vascolare alla gamba. Su questo esistono innumerevoli grandi studi», dice Isabella Sudano, «in medicina non è una questione controversa.» Altrettanto indiscusso è che una riduzione del colesterolo LDL diminuisce il rischio di un evento grave. Uno stile di vita sano per il cuore è un’importante misura preventiva. Tuttavia, questo serve solo in parte ad abbassare i valori. Infatti, i valori di colesterolo aumentano principalmente con l’età. In secondo luogo, sono influenzati dai nostri geni. Oggi si conoscono circa 200 varianti genetiche che fanno aumentare il colesterolo. Più varianti una persona possiede, più marcato è l’effetto di aumento.
Valori elevati dei lipidi nel sangue in famiglia
Particolarmente colpite sono le persone con ipercolesterolemia familiare (IF), che già in giovane età presentano valori di colesterolo molto elevati. Di conseguenza, aumenta il rischio di subire precocemente un infarto cardiaco, un ictus cerebrale o occlusioni vascolari nelle gambe. Una mutazione genetica in uno di tre geni provoca l’aumento dei lipidi nel sangue. Il gene alterato può essere trasmesso da un genitore portatore ai figli – la probabilità è del 50%. Si stima che in Svizzera una persona su 200 sia affetta da IF. È importante che le persone colpite vengano individuate il più presto possibile e trattate con medicamenti per abbassare il livello di colesterolo. Proprio questo, tuttavia, non avviene in modo sistematico in Svizzera. Mentre in nazioni come i Paesi Bassi e la Danimarca viene individuato circa il 70% delle persone colpite, da noi sono solo il 15%. «Per aumentare le diagnosi, avremmo bisogno di uno screening come in questi paesi», dice Isabella Sudano. Si potrebbe fare con il dosaggio sistematico del colesterolo a bambini e giovani adulti. Un esame semplice e poco costoso. Oppure puntare sullo screening a cascata: quando qualcuno riceve la diagnosi di IF, fratelli, sorelle o figli devono essere invitati a sottoporsi anch’essi all’esame. Uno screening a cascata ben strutturato dovrebbe sostenere le persone colpite nell’informare i parenti stretti – poiché i medici non possono farlo di propria iniziativa. Anche a questo riguardo ci sono degli ostacoli. In Svizzera, ad esempio, le casse malati non rimborsano il test genetico. In Svizzera i metodi di prevenzione efficaci non vengono ancora sfruttati appieno. «Uno screening del colesterolo è una decisione che deve essere presa in sede politica», dice Isabella Sudano.
Consigliamo a tutti di far misurare il valore della lipoproteina(a) una volta nella vita»
La pericolosa lipoproteina(a)
Un’altra predisposizione genetica porta a valori troppo elevati di lipoproteina(a). Si tratta di una particella che trasporta i lipidi nel sangue, in modo simile al colesterolo LDL. Il valore di questa lipoproteina è dovuto per il 90% all’ereditarietà e non può essere influenzato dallo stile di vita. Le persone di origine africana presentano spesso valori più elevati rispetto a quelle di origine europea o asiatica. Si ritiene che nel nostro paese ne sia interessato circa il 10–20% della popolazione. «Poiché non disponiamo di un registro al riguardo, però, non lo sappiamo con certezza», afferma Isabella Sudano.
La lipoproteina(a), come sappiamo oggi, ha una grande influenza sul rischio cardiovascolare. «Consigliamo a tutti di far misurare il valore della lipoproteina(a) una volta nella vita», dice Isabella Sudano. Poiché il valore non cambia in modo sostanziale, è sufficiente un singolo dosaggio. Se si trovano valori troppo elevati, anche in questo caso è consigliabile informare i familiari stretti, perché controllino anch’essi il proprio valore.
Possibile trattamento in vista
Un valore troppo elevato di lipoproteina(a) non è ancora modificabile. In questo caso è importante tenere sotto controllo gli altri fattori di rischio cardiovascolare, in particolare mirare a un colesterolo LDL basso. Attualmente sono in fase di sviluppo diversi medicamenti in grado di abbassare la lipoproteina(a). Non si sa ancora se un trattamento con questi medicamenti riduca effettivamente anche il rischio cardiovascolare. Sono in corso studi i cui risultati sono attesi entro quest’anno. «Ho grandi speranze che con i nuovi medicamenti otterremo un ulteriore trattamento efficace con cui potremo prevenire eventi gravi come un infarto cardiaco», afferma Sudano.
Statine – i medicamenti derivati da un fungo
Il medicamento standard contro il colesterolo LDL troppo elevato è una statina. La prima statina fu ricavata in Giappone negli anni ‘70 da una muffa. Negli anni ‘90 arrivò sul mercato la prima statina prodotta sinteticamente. Le statine inibiscono un enzima nel fegato responsabile della produzione di colesterolo. Il fegato ne produce meno e ne assorbe di più dal sangue. In questo modo il colesterolo LDL diminuisce. Inoltre, le statine stabilizzano le placche pericolose nelle arterie. Sono generalmente ben tollerate, tuttavia in alcune persone causano disturbi muscolari. Se l’effetto della statina non è sufficiente, viene somministrata insieme ad altri medicamenti per abbassare il colesterolo. Allo stesso tempo, la combinazione di principi attivi riduce anche gli effetti collaterali. In caso di intolleranza alle statine, oggi esistono diversi medicamenti che possono essere somministrati in alternativa.