È bene parlarne!
La Fondazione Svizzera di Cardiologia promuove il dialogo tra i pazienti. Una nuova piattaforma peer aiuta a trovare persone che hanno avuto un destino simile e sono disposte a parlarne.
«L’operazione al cuore è andata bene, ma dopo sono caduto in un buco». Oppure: «Avrei voluto parlare con qualcuno che ha vissuto un’esperienza simile e che mi capisca»: queste affermazioni si sentono di continuo. C’è un grande bisogno di dialogo da parte dei cardiopatici e dei loro familiari. Per questo motivo la Fondazione Svizzera di Cardiologia ha creato un servizio che è stato recentemente reso disponibile online. Le persone colpite da malattie cardiovascolari o ictus si offrono volontariamente per condividere le loro esperienze. Si chiamano «peer» e sono esperti della loro esperienza.
Facilità di contatto
Altri malati o parenti possono mettersi in contatto con questi peer. Chiunque senta il bisogno di mettersi in contatto con un peer e parlare con lui o lei può farlo attraverso la nuova piattaforma peer. Grazie a una funzione di filtro è possibile trovare la persona che si ritiene possa fare al caso proprio. «Ci siamo ispirati al modello della Lega contro il cancro», spiega la responsabile del progetto Olivia Gut, «che ha avuto un grande successo». La piattaforma funge da intermediario: quando riceve una richiesta di scambio, la Fondazione Svizzera di Cardiologia contatta il peer desiderato. Se il peer accetta la richiesta, contatta direttamente la persona interessata. In questo modo si evitano richieste indesiderate. Il progetto è attualmente in fase pilota. Ciò significa che non dispone ancora del numero di peer di cui la piattaforma avrà bisogno in futuro. «Ci fa piacere se si creano nuovi contatti», dice Olivia Gut, «ma anche se altre persone colpite si rendono disponibili come peer».
La piattaforma peer è attualmente disponibile in tedesco.