Come funziona un pacemaker?
I pacemaker impiantabili esistono da più di 65 anni. Abbiamo raccolto alcune informazioni interessanti su questo prodigio tecnologico.
A cosa serve un pacemaker?
Alcune malattie cardiache fanno sì che il cuore batta troppo lentamente o che si verifichino interruzioni del battito. La causa è un disturbo del sistema di conduzione elettrica cardiaco. Ciò può causare i seguenti disturbi: affanno, vertigini, brevi perdite di coscienza improvvise, dette anche sincopi, cadute e una riduzione del rendimento cardiaco. Un pacemaker corregge questi disturbi e consente una vita pressoché normale.
Impulsi per il cuore
Il pacemaker supporta il cuore quando batte troppo lentamente. Nel dispositivo si trovano un computer e una batteria. Viene solitamente impiantato nel torace, a sinistra, sotto la pelle o il muscolo. Da lì, da uno a tre elettrodi vengono condotti al cuore attraverso una vena. Il pacemaker monitora il cuore e, quando necessario, invia un minuscolo impulso elettronico attraverso gli elettrodi. L’impulso provoca un battito cardiaco.
Sempre più piccoli e duraturi
I pacemaker attuali sono molto piccoli. Le loro dimensioni sono di circa 4 × 5 centimetri e pesano tra i 20 e i 50 grammi. La batteria ha una durata compresa tra 6 e 10 anni. Dopo questo periodo, l’intero dispositivo deve essere sostituito poiché la batteria è saldata all’involucro in modo permanente.
Curiosità: il pacemaker al plutonio
Le batterie rendevano i primi pacemaker molto pesanti. Inoltre non duravano a lungo e i dispositivi dovevano essere sostituiti rapidamente. Per questo motivo, negli anni ‘70, in Germania, Francia ed Europa orientale furono impiantati anche pacemaker a energia nucleare. Poiché dopo la morte del paziente i dispositivi diventavano rifiuti radioattivi, questo creò un problema di smaltimento, e dopo alcuni anni non furono più utilizzati.
Soprattutto per gli anziani
I disturbi della conduzione elettrica cardiaca aumentano con l’età. Per questo motivo, sono soprattutto le persone oltre i 70 anni ad aver bisogno di un pacemaker. L’impianto di un pacemaker è un intervento di routine a basso rischio, e l’operazione può essere eseguita anche in età avanzata. Tuttavia, anche le persone più giovani, e in rari casi persino i neonati e bambini piccoli, possono aver bisogno di un pacemaker. In Svizzera vengono impiantati circa 6000 dispositivi all’anno.
Dati: Fondazione Svizzera di Ritmologia, 2023
Il primo pacemaker
Il primo pacemaker fu impiantato in Svezia nel 1958. Il dispositivo pesava circa 240 grammi e l’involucro era costituito da una scatola di plastica fusa in araldite. Poche ore dopo, la batteria si esaurì e il pacemaker dovette essere sostituito. Al primo paziente, Arne Larsson, furono impiantati in totale 26 pacemaker e morì nel 2001 all’età di 86 anni.