Chi altro trae beneficio dalle statine
Le statine, che riducono il colesterolo, hanno un ruolo ben definito nel trattamento delle malattie cardiovascolari. Studi degli ultimi anni hanno dimostrato che ne traggono beneficio anche i pazienti che ricevono un trattamento contro il cancro o il virus HIV.
Roland Kobelt* è magro, si nutre in modo equilibrato e a 53 anni è fisicamente molto in forma. Negli ultimi mesi, tuttavia, quando camminava in salita aveva sempre più difficoltà a respirare. Il medico aveva inizialmente pensato a un problema respiratorio. «Ma lo spray che mi aveva prescritto non è servito a nulla», dice Kobelt. Che potesse dipendere dal cuore si è capito solo molto più tardi, in occasione di una coronarografia. Un’arteria coronarica era gravemente ristretta e a Roland Kobelt è stato impiantato uno stent. «Questo mi ha colto alla sprovvista», racconta, «e mi preoccupa ancora oggi. All’improvviso ho avuto paura per il mio cuore.»
L’HIV è un fattore di rischio
Roland Kobelt non è il tipico cardiopatico. Da 14 anni è in trattamento contro il virus HIV. I medicamenti tengono sotto controllo il virus e gli consentono una vita normale. Come si sa oggi, le persone con HIV hanno un rischio doppio di arteriosclerosi rispetto alla popolazione generale. Tra le cause vi sono l’attivazione del sistema immunitario da parte del virus, l’infiammazione cronica e i medicamenti antivirali, che aumentano i valori del colesterolo. Un nuovo studio ha ora dimostrato che, nelle persone affette da HIV, il trattamento con le statine riduce del 35% un evento grave come un infarto cardiaco o un ictus cerebrale. Per questo motivo la Società Europea di Cardiologia (ESC) raccomanda ora una terapia con statine per le persone con HIV a partire dai 40 anni, indipendentemente dal loro rischio cardiovascolare e dai valori di colesterolo misurati.
Una protezione durante la chemioterapia
Le statine offrono vantaggi anche durante una chemioterapia con antracicline, utilizzata in numerosi tipi di cancro. I principi attivi possono danneggiare il cuore e portare a un’insufficienza cardiaca. Ora è emerso che le statine hanno un effetto cardioprotettivo, cioè proteggono il cuore. «Non conosciamo ancora il meccanismo di protezione in modo preciso», dice la prof.ssa Gabriela Kuster, cardio-oncologa all’ospedale universitario di Basilea. Le statine non riducono solo il colesterolo LDL. Si ipotizza che blocchino anche un processo specifico in cui si verifica il danneggiamento delle cellule del muscolo cardiaco da parte del medicamento oncologico. Inoltre le statine hanno un effetto antinfiammatorio e proteggono le cellule. Gabriela Kuster prescrive quindi le statine a pazienti selezionati ad alto rischio che ricevono questa chemioterapia a dosi molto elevate. «Tuttavia finora abbiamo solo uno studio al riguardo», dice Gabriela Kuster, «prima di poter esprimere una raccomandazione generale per tutti i pazienti oncologici, abbiamo bisogno di ulteriori dati.»
*Nome modificato