Inseminazione artificiale: minimizzare i rischi per il nascituro

Nelle sue ricerche la dottoressa Alexandra Kohl Schwartz sta valutando se l'inseminazione artificiale influisce sul futuro rischio cardiovascolare per il nascituro.

Aggiornato il 29 gennaio 2024
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I bambini concepiti con l'inseminazione artificiale presentano un maggior rischio di malattie cardiovascolari precoci. Lo dimostra uno studio condotto negli ultimi anni dall'ospedale universitario di Berna. Il ruolo svolto dal trattamento ormonale è oggetto di studio da parte di ricercatori dei reparti di medicina riproduttiva e cardiologia in un progetto finanziato dalla Fondazione Svizzera di Cardiologia.

Dottoressa Kohl Schwartz, qual è il compito del suo dipartimento di medicina riproduttiva?
Dott.ssa Alexandra Kohl Schwartz:
Il nostro reparto offre tutte le procedure di medicina riproduttiva consentite in Svizzera. Ci rivolgiamo alle coppie per una consultazione iniziale, orientata a comprendere i loro desideri e necessità. È tutto molto soggettivo, non c'è giusto o sbagliato. Eseguiamo quindi gli accertamenti e i trattamenti necessari, passo dopo passo.

Dopo il trattamento, se rimangono incinte, vedete di nuovo le vostre pazienti?
Dopo il trattamento, il ginecologo privato di solito riprende le cure. Le situazioni complesse vengono seguite dall'ospedale universitario di Berna. Di solito, dalla relazione sul parto, veniamo a sapere come è andata la gravidanza. Tuttavia, spesso rivediamo le coppie per un secondo figlio, il che ci dà l'opportunità di parlare anche della prima gravidanza.

Che tipo di problemi cardiovascolari possono verificarsi?
L'inseminazione artificiale, chiamata anche fecondazione in vitro o FIV, non viene praticata da molti anni: le persone più vecchie, concepite in questo modo, oggi hanno circa 40 anni. Perciò, non sappiamo ancora nulla sulle possibili conseguenze in età avanzata. Tuttavia, negli ultimi anni si è notato che chi viene concepito con l'inseminazione artificiale, in media, ha un peso alla nascita inferiore rispetto a chi è concepito in modo naturale. In Svizzera, quindi, i cardiologi hanno iniziato precocemente a interessarsi a questo aspetto. È stato dimostrato che la pressione arteriosa è leggermente più alta in chi è nato con la FIV. Noi medici della riproduzione abbiamo sottolineato che potrebbero avere un ruolo il tipo di trattamento, le varie manipolazioni dell'ovulo, il processo di fecondazione e la conservazione dell'ovulo fecondato. Ma anche la salute dei genitori ha un'influenza importante. I bambini nati con la FIV tendono ad avere genitori più anziani e «malati».

Qual è la percentuale di soggetti interessati?
Bisogna considerare ogni fattore singolarmente. Per esempio, un basso peso alla nascita riguarda circa il 5% della popolazione normale e circa il 10% di quella nata con FIV. Si ipotizza che un neonato con basso peso alla nascita possa sviluppare disturbi metabolici, per esempio il diabete. Il peso alla nascita è quindi un importante indicatore per la salute futura.

Quali sono i meccanismi che determinano un aumento del rischio nei bambini nati con FIV?
Oggi sappiamo che molti fattori hanno un'influenza sull'epigenetica, cioè l'attivazione o disattivazione di un gene. Si presume che i processi che controllano questo aspetto avvengano in modo diverso nei bambini nati con inseminazione artificiale.

A quali domande volete rispondere con lo studio attuale?
Attualmente la FIV riguarda circa il 3% dei bambini nati in Svizzera. Ma la tendenza è in aumento, anche a causa dell'aumento dell'età materna. Quindi probabilmente saremo presto al 5-6%. Per questo motivo è importante chiarire ora quali fattori possono avere conseguenze e quali. Qui a Berna stiamo confrontando gli effetti a lungo termine della FIV con e senza stimolazione ormonale. Lo studio è condotto da specialisti di medicina riproduttiva e dal dottor Emrush Rexhaj, cardiologo. Sono molto grata alla Fondazione Svizzera di Cardiologia per aver reso possibile questo approccio interdisciplinare.

Quando è appropriato il trattamento ormonale?
In linea di principio, il trattamento ormonale può essere somministrato anche a una donna con un ciclo regolare, ma in questo caso non è indispensabile. A Berna, poi, eseguiamo due terzi dei trattamenti come FIV-Naturelle, una metodica di FIV delicata, sviluppata dal Prof. Michael von Wolff. Per le donne che non hanno cicli mestruali regolari, è necessaria almeno una stimolazione ormonale per poter effettuare la FIV. È importante non esagerare con il dosaggio e impiantare solo uno o, in situazioni selezionate, al massimo due embrioni. Diversamente, si potrebbero avere gravidanze ad alto rischio, come una gravidanza multipla. Per me è quindi importante che le coppie vengano curate in Svizzera e non all'estero, perché qui siamo sensibilizzati a queste problematiche e le consigliamo di conseguenza. Informiamo le donne in modo specifico sulle possibili conseguenze per la salute del nascituro. Spesso all'estero questo non avviene: le considerazioni economiche sono in primo piano.

Esistono già dimostrazioni che il trattamento ormonale abbia un impatto sulla salute?
Innanzitutto, va detto che il trattamento è migliorato rispetto ai primi studi. Per questo motivo stiamo conducendo il nostro studio sui bambini che abbiamo incluso dal 2010 al 2017. Sappiamo che sono stati concepiti con i trattamenti più recenti e più delicati. In termini di peso alla nascita, osserviamo che ci sono più bambini con basso peso, soprattutto in caso di stimolazione elevata. Quelli concepiti con un ciclo naturale senza stimolazione ormonale sono più simili a quelli concepiti naturalmente. Anche in questi il peso è leggermente inferiore, ma non di molto. Osserviamo anche l'allattamento al seno, perché l'alimentazione dei bambini ha naturalmente un'influenza sul processo di crescita. A ciò si aggiungono fattori cardiologici come la pressione arteriosa e lo sviluppo del cuore. Tuttavia, non è ancora possibile fare affermazioni in merito.

Quali conseguenze potrebbero avere questi risultati?
Attualmente, soprattutto all'estero, c'è la tendenza a fare tutto il possibile, senza tenere conto degli effetti a lungo termine. Se si conferma che questi fattori di rischio si verificano meno frequentemente nei bambini che non ricevono stimolazione ormonale, ciò depone a favore di un trattamento meno aggressivo.

Come reagiscono i genitori al fatto che i loro figli potrebbero essere svantaggiati dal punto di vista della salute a causa della FIV?
Quando i genitori decidono di sottoporsi alla FIV, l'attenzione si concentra sulla gravidanza. I genitori si immaginano il nascituro, quando non c'è ancora. Il compito di noi medici della riproduzione in questa fase è quello di sottolineare che la FIV può avere conseguenze a lungo termine. Ma è anche importante che i bambini interessati e i loro genitori non abbiano timori. L'aspetto principale è che i bambini facciano abbastanza esercizio fisico, seguano una dieta sana e che il loro peso corporeo rimanga nella norma. Ciò vale per tutti i bambini, ma in questo caso va tenuto in particolare considerazione.

Che consiglio dà alle coppie che stanno pianificando l'inseminazione artificiale?
Continuo a sentire di trattamenti in cui alle coppie viene detto che devono fare questo e quello. In alcune circostanze, tuttavia, si tratta di procedure che comportano rischi maggiori. Per questo motivo consiglio alle coppie di farsi spiegare tutto nel dettaglio, prima di decidere un determinato trattamento.

Qual è il prossimo passo?
In collaborazione con l'università di Losanna e il dipartimento di cardiologia di Berna, stiamo pianificando un progetto multicentrico che indagherà sui possibili fattori di rischio già nei neonati. Speriamo di poter valutare la salute cardiaca dei bambini il più precocemente possibile.

La Fondazione Svizzera di Cardiologia promuove progretti di ricerca per poter aiutare meglio i pazienti in futuro.
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