Migliore protezione per i nostri vasi sanguigni: il premio per la ricerca 2020

Quest’anno la Fondazione Svizzera di Cardiologia assegna il premio per la ricerca al professore Giovanni G. Camici del Centro di cardiologia molecolare dell’Università di Zurigo. Il lavoro di ricerca del prof. Camici ha evidenziato i meccanismi genetici che danneggiano i nostri vasi sanguigni. In futuro queste conoscenze contribuiranno a proteggerci meglio da infarto cardiaco e ictus cerebrale.

Aggiornato il 08 marzo 2022

Le malattie cardiovascolari e l’ictus cerebrale sono tra le malattie più frequenti che si riscontrano in età avanzata. Anche in Svizzera sono tra le principali cause di decesso. Spesso sono la conseguenza di un sistema vascolare da anni malato. Il prof. Giovanni C. Camici, biologo molecolare dell’Università di Zurigo, ne studia i processi. Le sue ricerche si concentrano in particolare sullo strato interno dei vasi sanguigni, cioè su come il tessuto endoteliale si modifichi e subisca danni. I disturbi dell’endotelio sono causati da invecchiamento dei vasi sanguigni, ipertensione arteriosa, grassi del sangue e diabete, ma anche da reazioni infiammatorie e infezioni, per esempio anche dalla Covid-19.

Prof Giovanni Camici

Giovanni Camici ha scoperto i meccanismi di biologia molecolare che intervengono negativamente sulle funzioni dell’endotelio. Ha tra l’altro identificato dei geni che influiscono sulla produzione nelle cellule di composti dell’ossigeno o di sostanze infiammatorie aggressive. È interessante notare come questi geni assumano una doppia funzione: da essi dipende quanto vivremo, cioè che età raggiungeremo e agiscono anche sui processi patologici del sistema cardiovascolare dovuti all’età.

Queste nuove conoscenze sono molto preziose per sviluppare nuove terapie in particolare in campo genetico. «Il lavoro di ricerca di Giovanni Camici ci mostra come procedere per riuscire a proteggere ancora meglio i vasi sanguigni. In questo modo potremo in futuro prevenire o trattare in modo ancora più efficace l’infarto del miocardio o l’ictus cerebrale», afferma il prof. Thomas Lüscher, presidente della commissione di ricerca della Fondazione Svizzera di cardiologia, che conferisce al 43enne biologo molecolare il premio per la ricerca della fondazione di quest’anno con una dotazione di 20’000 franchi svizzeri.

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