Guida insufficienza cardiaca
In Svizzera vivono ca. 200’000 persone con un cuore debole, una cosiddetta insufficienza cardiaca. In loro la forza di pompaggio del cuore diminuisce e la qualità della vita è spesso ridotta. In questa pagina trova nozioni interessanti sulla malattia, informazioni sulla prevenzione e consigli sul modo di agire.
Diagnosi e trattamento dell'insufficienza cardiaca
Se i suoi disturbi fanno pensare a un’insufficienza cardiaca è necessario un accertamento preciso dal medico, che anzitutto le ausculterà il cuore e i polmoni, controllerà la pressione arteriosa, il polso e il peso ed esaminerà se il suo corpo presenta dei gonfiori.
Come viene esaminato il mio cuore?
- Esami del sangue che, oltre a diversi valori, determineranno il tasso dell’ormone del cuore BNP (peptide natriuretico). Si tratta di una proteina presente nel sangue che indica se il suo cuore è sovraffaticato. Il livello del tasso sanguigno del BNP permette di valutare la gravità dell’insufficienza cardiaca. Se il valore del BNP è normale un’insufficienza cardiaca è molto improbabile.
- L’ecocardiografia (esame del cuore con gli ultrasuoni) permette di accertare le dimensioni del cuore, la sua struttura, la funzione di pompaggio e la funzionalità delle valvole cardiache.
- L’elettrocardiogramma (ECG) indica se un rallentamento della conduzione dello stimolo nel sistema elettrico del miocardio contribuisce a diminuire la forza di pompaggio. L’ECG di lunga durata si fa mediante degli elettrodi applicati sul petto per 24 ore. Essi trasmettono tutte le attività elettriche del cuore a un apparecchio registratore che le memorizza per una successiva analisi. Si possono così accertare delle irregolarità del ritmo cardiaco.
- Un test da sforzo, per esempio un test di marcia di 6 minuti, fornisce informazioni sull’efficienza del suo cuore in caso di sforzo fisico.
- La coronarografia (esame del cuore mediante cateterismo cardiaco) mostra restringimenti permanenti (stenosi) od occlusioni delle coronarie e fornisce inoltre ulteriori informazioni sulla funzione di pompaggio del cuore.
- La tomografia per risonanza magnetica cardiaca (RMC) visualizza la funzione del cuore e delle valvole cardiache.
Di solito questi esami sono indolori e non dovrebbero causarle dei problemi.
Quali medicamenti si usano?
La cura dell’insufficienza cardiaca ha lo scopo di ridurre i disturbi, frenare l’avanzare della malattia e consentirle una vita più lunga con una qualità della vita buona quanto possibile. Inoltre un buon trattamento diminuisce il rischio di un aggravamento improvviso della malattia, che spesso mette la vita in pericolo e nella maggior parte dei casi richiede il ricovero in ospedale.
Per il trattamento dell’insufficienza cardiaca si usano dei medicamenti. Quale farmaco impiegare dipende dai suoi disturbi e dalla gravità della sua insufficienza cardiaca. Solitamente si associano diversi medicamenti, all’inizio spesso a bassa dose. Se li tollera bene la dose sarà lentamente aumentata. Importantissimo è che lei assuma tutti i farmaci esattamente secondo la prescrizione del suo medico.
I gruppi di medicamenti più frequentemente usati nell’insufficienza cardiaca sono i seguenti:
- Gli inibitori dell’ACE o ARB diminuiscono la produzione di ormoni che possono provocare una vasocostrizione (restringimento dei vasi sanguigni). In tal modo i vasi sanguigni si dilatano e la pressione arteriosa si abbassa, ciò che allevia il lavoro del cuore. All’inizio questi medicamenti si somministrano a bassa dose, che viene poi lentamente aumentata.
- I beta-bloccanti proteggono il cuore dagli effetti sfavorevoli di ormoni dello stress. Così la pressione arteriosa si abbassa e il cuore batte più lentamente. Occasionalmente questi medicamenti, all’inizio del trattamento, possono provocare stanchezza. Di norma però si tratta di un fenomeno passeggero.
- Gli antagonisti dell’aldosterone diminuiscono l’effetto negativo dell’aldosterone, un ormone corresponsabile dell’accumulo d’acqua nell’organismo. Inoltre questo ormone causa un irrigidimento del cuore, a lungo termine nocivo per il cuore debole. Perciò questi medicamenti proteggono il miocardio da tali effetti indesiderati.
- I diuretici sono farmaci che aumentano l’escrezione urinaria. Aiutano l’organismo ad eliminare l’acqua ed il sale in eccesso. Gli accumuli di liquido nei polmoni e nelle gambe regrediscono. Spesso il paziente perde peso e può di nuovo respirare meglio. Il lavoro del cuore è alleggerito. Avverte l’effetto dei diuretici anche perché deve urinare più frequentemente.
- Gli ARNI (ARB = bloccante del recettore dell’angiotensina II associato a un inibitore della neprilisina) si somministrano al posto di inibitori dell’ACE o di un ARB. Alleggeriscono il lavoro del cuore perché dilatano i vasi sanguigni ed eliminano meglio dall’organismo il sale e l’acqua in eccesso.
- Gli inibitori del SGLT2 portano a una maggiore eliminazione di zucchero, acqua e sale nonché a una riduzione della pressione sanguigna e del peso corporeo. La combinazione di questi effetti può giovare al cuore e al sistema dei vasi sanguigni: così gli accumuli d’acqua nel polmone e nelle gambe diminuiscono e la sensazione di affanno si attenua.
Altri medicamenti che il medico può prescrivere in caso di insufficienza cardiaca sono:
- ivabradina, che rallenta la frequenza cardiaca e si può usare quando l’effetto di un beta-bloccante non è sufficiente.
- Trattamento con ferro mediante un’iniezione endovenosa se si constata una carenza di ferro.
- Digossina, impiegata in singoli casi se i sintomi dell’insufficienza cardiaca non migliorano abbastanza nonostante tutti i medicamenti.
Sono necessari degli interventi chirurgici?
Talvolta i medicamenti e l’adeguamento dello stile di vita non bastano come terapia, specialmente in caso di insufficienza cardiaca in fase avanzata. «Mezzi ausiliari» medici (impianti) possono allora essere una soluzione.
- Defibrillatore impiantabile
In un’insufficienza cardiaca grave c’è il pericolo di una pericolosa aritmia (disturbo del ritmo). Un defibrillatore impiantabile riconosce questo disturbo e può farlo cessare con un’iperstimolazione e – se necessario – con una scarica elettrica opportunamente dosata. - Pacemaker
In un’insufficienza cardiaca grave i due ventricoli non si contraggono più contemporaneamente, bensì in momenti diversi. La mancata coordinazione della funzione di pompaggio del cuore destro e di quello sinistro pregiudica il flusso del sangue e diminuisce l’efficienza del cuore. Un pacemaker (stimolatore cardiaco) specifico può riarmonizzare tra di loro i ventricoli e migliorare nettamente l’efficienza cardiaca. Questa terapia è detta anche di risincronizzazione cardiaca. Spesso questi apparecchi sono contemporaneamente dotati di una funzione di defibrillatore come un defibrillatore impiantato. - Pompa a sostegno del cuore (VAD)
In un’insufficienza cardiaca in fase molto avanzata il cuore necessita se possibile di un aiuto meccanico. Sistemi di questo genere si chiamano cuore artificiale, pompa a sostegno del cuore o «Ventricular Assist Device» (VAD). Si tratta di una pompa che aiuta l’attività del ventricolo sinistro o di entrambi i ventricoli. Di norma questi apparecchi vengono impiantati direttamente nella punta del cuore: l’unità di comando si trova fuori dal corpo ed è collegata all’apparecchio con un cavo. Spesso questi sistemi di sostegno del cuore si impiegano per superare l’intervallo di tempo fino al trapianto cardiaco. Le persone non adatte a ricevere un cuore di donatore possono usare apparecchi di questo genere anche come sostegno permanente a un cuore estremamente debole. - Altri interventi
A seconda della malattia possono essere necessari anche altri interventi, per esempio un’operazione di bypass o a una valvola cardiaca.
Il mio trattamento: medicamenti, riduzione dell’apporto di liquido e di sale
Un’insufficienza cardiaca dev’essere trattata con dei medicamenti. Senza non va. Purtroppo nella maggior parte dei casi i medicamenti non possono far sparire del tutto la sua debolezza di cuore. Però alleviano i disturbi e diminuiscono il rischio di un aggravamento improvviso della malattia.